10 diCeMBRe 2013
Dott. Stefano Parma Benfenati
L’incidenza della periimplantite varia tra il 12 e il 43% di tutti gli impianti inseriti. L’intercettazione precoce è un elemento cruciale che può migliorare la prognosi del trattamento. La presenza di malattie parodontale negletta o non adeguatamente trattata, fumo e diabete scompensato rappresentano fattori di rischio. Sulla base della valutazione clinica e radiografica è importante emettere una diagnosi accurata delle lesioni perimplantari per decidere le diverse
modalità di approccio. Verranno descritte step by step tutte le varie soluzioni terapeutiche, nonché la sequenza chirurgica della tecnica rigenerativa mediante GBR per ottenere la rigenerazione della lesione ossea. Verranno presentati materiali innovativi da utilizzare nelle varie fasi terapeutiche come alternativa ai prelievi
connettivali dal palato e come alternativa all’osso autogeno.
16 noVeMBRe 2013
Dott. Mario Allegri
Odt. Cristian Marchini
L’odontoiatria conservativa negli ultimi due decenni, grazie alla comprovata efficacia dei sistemi adesivi ed all’evoluzione dei materiali, ha progressivamente esteso le sue aree di competenza, offrendo oggi all’operatore un’ampia scelta di soluzioni terapeutiche, dai restauri minimali alla restaurativa indiretta. Tra le diverse opzioni
terapeutiche dirette ed indirette, la scelta della strategia di restauro più opportuna deve rispondere al principio di minima invasività. La preservazione della maggior quantità possibile di tessuto dentale sano residuo è, infatti, il fattore più importante ai fini del successo a lungo termine del complesso dente-restauro. In questa prospettiva, le tecniche dirette sembrerebbero rappresentare sempre la scelta ideale, data la minima preparazione cavitaria richiesta.Alcune situazioni cliniche, tuttavia, impongono l’impiego di soluzioni indirette. Una diagnosi cavitaria sfavorevole dal punto di vista prognostico, così come importanti necessità funzionali o estetiche, infatti, possono portare al limite le indicazioni di un approccio diretto o, addirittura, controindicarlo. In questi casi, l’attenzione dell’operatore deve essere rivolta alla scelta della soluzione indiretta meno invasiva.
Questo è possibile attraverso una corretta impostazione del piano di trattamento che consideri la preparazione del substrato, la tecnica di cementazione, il disegno della preparazione e la scelta del materiale per la realizzazione del manufatto indiretto come momenti fondamentali per la traduzione clinica di un progetto funzionale ed estetico.
15 ottoBRe 2013
Dott. Marco Veneziani
I restauri adesivi estetici hanno acquisito un ruolo predominante nella moderna odontoiatria conservativa dei settori posteriori e la loro completa e approfondita conoscenza risulta oggi indispensabile per rimanere al passo coi tempi!!! Scopo di questo aggiornamento è evidenziare le indicazioni, le problematiche, i materiali e gli strumenti e quindi tutte le procedure operative “Step by step” per l’esecuzione dei RESTAURI ADESIVI POSTERIORI IN COMPOSITO con TECNICA DIRETTA, SEMIDIRETTA ed INDIRETTA. Viene fornita la classificazione pubblicata e relativo approccio terapeutico differenziato da perseguire nei restauri con margini subgengivali (riallocazione coronale del margine o approccio chirurgico-restaurativo combinato e differito). Vengono trattati i criteri di scelta per il restauro del dente trattato endodonticamente con tutte le problematiche relative all’utilizzo dei perni in fibra. Vengono evidenziati i nuovi confini fra conservativa
e protesi per il recupero di elementi singoli e viene altresì valutato il limite fra recupero complesso dell’elemento e la sostituzione impianto-protesica.
26 SetteMBRe 2013
Dott. Fabio Gorni
La risoluzione di una lesione di origine endodontica è un punto nodale nella pianificazione del piano di trattamento odontoiatrico. Maggiore è la complessità del piano di lavoro protesico, maggiore importanza riveste la risoluzione di detta patologia. Nell’ambito della moderna endodonzia, il ritrattamento ortogrado o l’approccio endodontico chirurgico sono, a volte, piani di trattamento alternativi, mentre in altre situazioni la scelta chirurgica può essere il completamento necessario per l’ottenimento del successo clinico. Il corso prenderà in esame la corretta scelta della soluzione da operare, le diverse percentuali di successo del ritrattamento endodontico ortogrado versus l’approccio chirurgico, le moderne tecniche, i moderni strumenti e i nuovi materiali da utilizzare. Saranno analizzate le situazioni endodontiche in cui è più corretto
seguire l’approccio non chirurgico e in quali, invece, quello chirurgico è la soluzione ideale. Verranno inoltre presi in considerazione i casi nei quali l’alternativa implantare risulta essere la soluzione più adatta in base allo stato pre operatorio del dente. La risoluzione di una lesione di origine endodontica è un punto nodale nella pianificazione del piano di trattamento odontoiatrico. Maggiore è la complessità del piano di lavoro protesico, maggiore importanza riveste la risoluzione di detta patologia. Nell’ambito della moderna endodonzia, il ritrattamento ortogrado o l’approccio endodontico chirurgico sono, a volte, piani di trattamento alternativi, mentre in altre situazioni la scelta chirurgica può essere il completamento necessario per l’ottenimento del successo clinico. Il corso prenderà in esame la corretta scelta della soluzione da operare, le diverse percentuali di successo del ritrattamento endodontico ortogrado versus l’approccio chirurgico, le moderne tecniche, i moderni strumenti e i nuovi materiali da utilizzare. Saranno analizzate le situazioni endodontiche in cui è più corretto seguire l’approccio non chirurgico e in quali, invece, quello chirurgico è la soluzione ideale. Verranno inoltre presi in considerazione i casi nei quali l’alternativa implantare risulta essere la soluzione più adatta in base allo stato pre operatorio del dente.
6 giUgno 2013
Dott. Carlo Maria Soardi
fino agli anni ’90, l’obbiettivo principale, se non unico, dell’implantologo è stato ottenere la osteointegrazioine degli impianti. Il concetto di “sopravvivenza“ e “successo“ erano sinonimi, mentre oggi il successo di una terapia impiantare si misura anche in termini di estetica che si può ottenere. Si è introdotta l’idea di posizionare gli impianti non dove si può con facilità, ma dove servono, per ottenere un determinato risultato protesico anche a costo di pesanti terapie rigenerative .Con l’evoluzione delle tecniche chirurgiche si sono ottenuti risultati sempre più performanti, ma pagando costi biologici sempre più elevati. Un primo passo per la riduzione di questi si è avuta con l’impiego dei materiali sostitutivi dell’osso autologo, dapprima con la riduzione e poi forse con la scomparsa dei prelievi di materiale da innesto dal paziente. Ormai il risultato di successo, estetico e funzionale, ha acquisito una buona predicibilità, ed inizia a diffondersi un nuovo target: il nostro paziente non deve ricordare l’esperienza del trattamento come un incubo. Non deve essere posto nelle condizioni di dire: ”mai più nella vita“. La “chirurgia minimamente invasiva“ si pone come obbiettivo di ottenere risultati sovrapponibili a quelli tradizionali, ma con costi biologici molto più contenuti. Le linee guida sono due: A) cercare di conservare il più possibile delle strutture anatomiche preesistenti B) evitare il più possibile scollamenti muco periostei e sezioni del periostio, per garantire il massimo apporto ematico alle aree da rigenerare. In questa relazione si espongono alcuni casi clinici (socket preservation, sinus lift, conservazione e aumento di cresta) trattati con una chirurgia in linea con questi principi, e con l’utilizzo di sostituti dell’osso autologo, dei quali si mostrano risultati istologici e modalità di impiego.
7 Maggio 2013
Dott. Dario Castellani
La riabilitazione orale ha da sempre rappresentato una delle maggiori sfide per a nostra professione. Il raggiungimento di una funzione masticatoria stabile ed efficiente, una fonetica adeguata e, soprattutto, il ripristino di una soddisfacente estetica dentale costituiscono tipicamente i cardini della riabilitazione. C’è un altro aspetto, tuttavia, estremamente importante che viene spesso ignorato o sottovalutato, e cioè l’impatto della riabilitazione sulla estetica di tutto il volto. Lo stato di edentulia è complicato dal fatto che ad essa si accompagnano una serie di alterazioni quali la perdita delle strutture ossee, cambiamenti delle relazioni intermascellari, così come atrofie od ipotrofie della muscolatura facciale. L’insieme di questi mutamenti possono esitare in deformazioni o alterazioni di tutto l’aspetto facciale. Un approccio pre-trattamento sistematico per valutare il paziente permetterà una migliore comunicazione tra il team riabilitativo ed il paziente stesso; con maggiore predicibilità del risultato finale. L’identificazione precoce di alcuni fattori chiave anatomici sarà determinante per il pieno successo della riabilitazione protesica. Nei protocolli operativi, particolare importanza risiede nella determinazione degli spazi occlusali quali la visibilità dentale, dimensione verticale, piano occlusale, relazione centrica. Parametri che sono essenziali sia per la funzione, che per l’estetica del sorriso e di tutto il viso. Se lo scopo della riabilitazione implantoprotesica fissa del paziente totalmente edentulo è quello di ottenere il ripristino di un’estetica e funzione simili a quelle del soggetto fisiologicamente dentulo, il successo potrà essere raggiunto solamente da una attenta analisi della fisiopatologia dell’invecchiamento ed attraverso la programmazione
della riabilitazione protesica più adatta alla specifica condizione del paziente, inquadrata in un protocollo terapeutico definito e prevedibile.
8 apRile 2013
Dott. Sandro Pradella
I restauri diretti adesivi estesi rappresentano una soluzione riabilitativa sempre più diffusa nella pratica clinica quotidiana. La corretta manipolazione e stratificazione delle masse dentina e smalto è in grado di fornire risultati clinici validi e predicibili. In caso di elevata richiesta estetica questo tipo di trattamento ha comunque un’importanza rilevante in quanto può essere considerato come soluzione temporanea a lungo termine, utile a valutare i presupposti funzionali ed estetici di un futuro trattamento indiretto. La possibilità infatti di modificare e riparare rapidamente i restauri rende il composito il materiale di elezione per un “mock up” a lungo termine. La predicibilità delle procedure adesive, l’affidabilità dei materiali che abbiamo a disposizione unitamente alla sempre più marcata richiesta di trattamenti “sociali“ può fare optare per questo tipo di riabilitazione che sta spostando la linea di confine tra la scelta di restauri indiretti e diretti a favore di questi ultimi.
7 MaRZo 2013
Dott. Gioacchino Cannizzaro
L’implantologia dentale, in questi ultimi anni, ha conosciuto una rapida evoluzione dei suoi protocolli operativi motivata dalla differenziazione dell’esigenza del paziente. Originariamente ci si rivolgeva allo studio dentistico per chiedere il ripristino di una dentatura mancante ed il clinico accontentava la richiesta tramite l’implantologia. Il drastico cambiamento avvenuto negli ultimi anni nel contesto socio-culturale moderno dei paesi più sviluppati ha reso l’aspetto maggiormente invalidante della terapia implantare rappresentato dalla complessità e dai lunghi tempi di trattamento insostenibile per i pazienti a causa di problematiche legate a fattori lavorativi, funzionali, estetici o psicologici. Seguendo la tradizione che ci vede impegnati da anni nella ricerca di soluzioni semplici per il chirurgo e mininvasive per il paziente, continuiamo a proporvi questo corso che si prefigge di vivere con voi interventi e Teorie mirate alla riduzione della tempistica e della complessità chirurgico-protesica. È importante per noi dimostrare che le procedure implantari possono
essere inserite nella pratica clinica di ogni studio e attuate senza complessità da ogni professionista.
12 FeBBRaio 2013
Dott. Egon Euwe
Negli ultimi anni si è assistito all’affermarsi del concetto di implantologia protesicamente guidata. Tale evoluzione è stata possibile grazie alla comprensione di nuovi principi biologici e all’applicazione clinica di moderne tecniche chirurgiche, quali la G.B.R. (Guided Bone Regeneration).
24 gennaio 2013
Dr. Pier Carlo Frabboni
Nell’ottica di mantenere al centro del trattamento il paziente è possibile oggi utilizzare una sinergia tra materiale, tecnologia, tecniche operative e competenze interdisciplinari affinché il risultato sia non solo di salute orale ma di estetica globale del viso e quindi di benessere generale.
